Via Francigena: un cammino attuale sulle orme degli antichi pellegrini

Il cammino della Via Francigena è oggi un importante itinerario culturale che attraversa paesaggi incontaminati costellati di tesori artistici, che permette di entrare in contatto con le tradizioni più autentiche dei paesi europei, che ci porta nel passato calcando le orme degli antichi pellegrini.

E’ un viaggio prima di tutto interiore e poco importa quale sia il mezzo con cui deciderai di solcare i vetusti sentieri: a piedi, a cavallo, in bicicletta, tappa dopo tappa, la Via Francigena ti conquisterà.

E’ un percorso spirituale che va al di là del credo religioso.

E’ un viaggio evocativo.

E’ un caleidoscopio di emozioni.

E’ forza e passione.

Da tutto questo puoi solo uscirne arricchito!

LE ORIGINI

C’era un tempo, ormai lontano, in cui attraverso una sapiente rete viaria mercanti e pellegrini con i loro carri e i loro beni e intrepidi generali con i loro eserciti percorrevano l’Europa da nord a sud e viceversa. Su queste strade ben tenute e lastricate si trascorrevano intere settimane, addirittura mesi, per giungere infine a destinazione…Roma, L’Urbe Aeterna, che ancora oggi affascina migliaia di visitatori.

Crollato l’impero romano, nonostante le invasioni barbariche, il flusso continuo di viaggiatori non ebbe riposo anzi…!

I Longobardi anzitutto ebbero l’esigenza di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una strada sicura e questa esigenza portò a considerare un itinerario sino ad allora considerato minore che valicava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa. Il tragitto, dopo la Valle del Magra, abbandonava la zona costiera in direzione di Lucca e, per non avvicinarsi troppo alle zone di pertinenza bizantina, proseguiva attraverso la Valle dell’Elsa arrivando a Siena. Raggiungeva poi la Val di Paglia e il territorio laziale attraverso le valli d ‘Arbia e d’Orcia per confluire infine nell’antica Via Cassia che conduceva a Roma. Era la Via di Monte Bardone, così denominata dal Passo della Cisa, il Mons Langobardorum. Tutto questo tragitto non costituiva un unico e ben preciso asse viario, una strada ben delineata senza deviazioni come lo erano le antiche strade consolari romane con il loro tracciato stabilito, le stazioni di posta ben funzionanti e l’ottima manutenzione svolta da appositi funzionari…nossignori! Nel medioevo la situazione era ben diversa: i viaggiatori seguivano un percorso solo in parte definito. Esso poteva infatti subire deviazioni, anche improvvise, a causa della mancanza di infrastrutture solide: poteva capitare di non potere andare oltre a causa del crollo di un ponte lasciato abbandonato, oppure per la mancanza di un tratto lastricato. Il movimento non si arrestava ma passava su una via secondaria, parallela, segnando inevitabilmente la fortuna o la mala sorte di borghi e paesi! Dunque si parla di un fascio, per così dire, di strade alcune delle quali hanno conosciuto destini avversi e diversi ma che avevano comunque una direzione comune.

Quando il dominio Longobardo lasciò la propria eredità a quello franco, la Via del Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena che significa originata dalla Francia, territorio che, all’epoca, comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi, oltre che l’attuale Francia.

In quel periodo si affermarono le esigenze di tipo commerciale: trasportare verso il nord Europa le merci provenienti dall’oriente, come seta e spezie, e scambiarle con le stoffe di Fiandra e di Brabante. Nel XIII secolo, in particolare, questi traffici ebbero un incremento tale da sviluppare numerosi tracciati alternativi alla Via Francigena che, quindi, perse la sua caratteristica di unicità e si frazionò irrimediabilmente in numerosi itinerari di collegamento tra il nord Europa e Roma. Il nome fu mutato, ancora, in Romea, non badando più all’unica origine ma all’unica destinazione.

Infine, la crescente importanza di Firenze e dei centri della Valle dell’Arno spostò verso est i tragitti fino a quando la linea Bologna-Firenze si affermò irrevocabilmente relegando il Passo della Cisa ad un utilizzo circoscritto.

LA PRATICA DEL PELLEGRINAGGIO

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente indirizzandosi non solo verso le mete commerciali ma anche verso le grandi mete della cristianità come Santiago e Gerusalemme, oltre che Roma: erano questi i luoghi santi della cristianità e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. Infatti, i pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma ed, eventualmente, proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. Viceversa, i pellegrini diretti a Santiago la percorrevano verso nord per arrivare a Luni dove s’imbarcavano verso i porti francesi, o per proseguire verso il Moncenisio e intraprendere la Via Tolosana che conduceva verso la Spagna. Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa a totale beneficio della Francigena che assunse il ruolo di canale centrale di comunicazione per la realizzazione di quell’ unità culturale che caratterizzò l’Europa nei secoli medievali.

UN PELLEGRINO ILLUSTRE

In questo contesto, agli albori dell’anno mille, un uomo ricevette un invito molto speciale a cui non poteva rinunciare: la convocazione di Sua Eminenza Papa Giovanni XV per l’investitura arcivescovile. L’uomo si mise dunque in viaggio dalla sua diocesi, Canterbury in Inghilterra, fino a Roma per ricevere dalle mani del Papa l’onorificenza e il suo simbolo, il pallio. Correva l’anno 990 e quest’uomo, di nome Sigerico, percorse la lunga strada che lo portò in Caput Mundi e, lungo la via del ritorno, attraversò nuovamente tutta l’Italia da Roma fino al valico del Gran San Bernardo e, sfiorando la Svizzera, varcò la Francia fino al Canale della Manica raggiungendo infine il punto di partenza. Fu allora che lasciò scritte, in una sorta di diario di bordo, tutte le tappe affrontate a perenne memoria per le future generazioni di pellegrini. Forse Sigerico non aveva idea di cosa avesse fatto realmente, di quale inestimabile tesoro ci avesse affidato! Il prezioso manoscritto, inserito nella Cotton Collection della British Library di Londra, elenca infatti i 79 siti, detti mansiones, in cui egli con il suo seguito sostò per la notte e ci fornisce indicazioni precise sui luoghi che si trovavano sulla via. La maggioranza dei toponimi indicati corrisponde a località esistenti tutt’ oggi o a luoghi identificati dal sapiente lavoro degli storici; solamente un paio di posti non sono stati individuati poiché il loro nome è stato cancellato forse dal tempo forse da successive deviazioni rispetto all’itinerario originale.

Sebbene abbiamo parlato di fascio di strade, è importante sottolineare che esistevano dei punti fermi: le grandi chiese e gli ospitali dove i pellegrini sostavano, si riposavano, mangiavano e, nell’evenienza, potevano ricevere cure da tutti quei mali a cui erano sottoposti per il lungo marciare. Questi luoghi, insieme naturalmente alle tappe descritte da Sigerico, sono stati di estrema importanza per ricostruire l’evoluzione della Via Francigena e tracciare sulle mappe moderne il percorso attuale che rivive di pari passo con quello antico grazie ad un’apposita segnaletica che si snoda per l’intero percorso da Canterbury a Roma fin’anche in Puglia.

LA SEGNALETICA

Percorrere la Francigena è semplice grazie ai segnali di vario tipo apposti lungo il cammino sui pali della segnaletica stradale, sui lampioni e/o su appositi cartelli. In sintesi possiamo trovare:

  • un cartello metallico stradale che viene installato lungo i tratti di percorso in cui transitano anche veicoli a motore;
  • un piccolo cartello metallico che si presta all’installazione lungo strade campestri e sentieri;
  • un supporto in alluminio giallo su cui viene installato un segnavia, munito di una freccia;
  • adesivi bianco-rossi con il simbolo del pellegrino nero oppure con la scritta VF o Via Francigena;
  • segnavia di vernice con il simbolo del pellegrino nero oppure con la scritta VF o Via Francigena.

Risale a pochi anni fa un’integrazione del Manuale della Segnaletica della Via Francigena approvato dal MiBAC. L’integrazione aggiunge alla segnaletica bianco-rossa CAI un Pellegrinetto Nero ed è stata posizionata lungo il percorso ufficiale tra Pont Saint Martin e Roma. Quindi ne è interessato tutto il tratto italiano, esclusa la Regione Autonoma Val d’Aosta dove invece valgono le indicazioni regionali gialle-verdi. La segnaletica è bidirezionale e quindi può essere seguita sia dai pellegrini che vanno verso Roma sia da quelli che vi si allontanano.

LA VIA FRANCIGENA IN TOSCANA

Occupandoci dei Paesi di Toscana, 16 sono le tappe che attraversano la nostra regione per un totale di 380 chilometri attraversabili in tutta sicurezza attraverso 38 Comuni e con la complicità di oltre un migliaio di strutture ricettive. Tutto ciò rappresenta il 20% del tratto europeo e il 40% di quello italiano! Cifre da capogiro, certo, ma la Toscana sa bene come districarsi fra questi numeri offrendo ai pellegrini un’opportunità straordinaria per scoprire e riscoprire, attraverso un punto di vista affascinante e suggestivo, paesaggi, tradizioni e suggestioni di una Terra millenaria e ricca di storia: un viaggio non solo fisico ma anche intellettuale e sensoriale, che attraversa la regione dal Passo della Cisa a Radicofani, regalando emozioni uniche e indescrivibili.

Le 16 tappe della Via Francigena Toscana sono qui di seguito pubblicate rispettando il percorso riconosciuto dal MIBAC e dal Consiglio d’Europa. Tenete conto che esistono anche dei percorsi alternativi, approvati in via ufficiale, consigliati in caso di maltempo o problemi momentanei lungo il percorso.

LA CREDENZIALE

La Credenziale è un documento fondamentale: rappresenta una sorta di passaporto attestando l’identità e le motivazioni del pellegrino il quale deve avere cura di portarla sempre con sé per essere identificato come tale e avere accesso alle strutture di accoglienza lungo l’itinerario.

Nella Credenziale vengono apposti dei timbri presso uffici turistici, strutture ricettive e di ristoro, parrocchie: un timbro per ogni tappa fino al completamento del cammino. Molte strutture accolgono i pellegrini con Credenziale richiedendo una semplice offerta, utile a sostenere le spese di gestione; in altri casi, quando si tratta di strutture ricettive che offrono maggiori servizi, vengono generalmente applicate riduzioni.

La Credenziale è costituita da due parti:

  • una parte informativa che il pellegrino deve compilare all’inizio del viaggio con i propri dati personali: nome e cognome, indirizzo, luogo e data di inizio del cammino, meta del pellegrinaggio, mezzo di locomozione (a piedi, in bicicletta o a cavallo). Il documento è considerato valido solo se firmato;

  • un apposito spazio per i timbri che attestano il passaggio nelle varie località con la data in cui questo avviene (è sufficiente il timbro della località a fine tappa). I timbri, per essere validi, devono essere apposti da organi statali ufficiali (uffici comunali, polizia etc.), organi religiosi, associazioni competenti o responsabili degli ostelli dei pellegrini.

Nota bene: a partire dal mese di Aprile 2017 la Credenziale emessa dall’Associazione Europea delle Vie Francigene dà una serie di vantaggi aggiuntivi ai pellegrini come ad esempio la possibilità di usufruire di una tariffa agevolata (riduzione del 10%) sul prezzo del biglietto regionale nelle tratte abilitate viaggiando con Trenitalia.

IL TESTIMONIUM

Per chi percorre gli ultimi 100 km a piedi (da Montefiascone passando per Viterbo, Vetralla, Sutri e La Storta) o 200 km in bicicletta (da San Quirico d’Orcia), la Credenziale consente di ricevere la certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio, il Testimonium: è quel documento, proprio come la “Compostela” per il Cammino di Santiago, che certifica l’avvenuto pellegrinaggio a Roma devotionis causa. Nella tradizione storica questa pergamena era di estrema importanza perché il pellegrino, tornato a casa dal Cammino, poteva dimostrare alle autorità ecclesiali, che gli avevano rilasciato la Credenziale, che il suo pellegrinaggio era compiuto e il voto considerarsi dunque sciolto.

Come si ottiene? E’ molto semplice: arrivati in Piazza San Pietro bisogna recarsi presso uno di questi luoghi:

  1. presso l’ufficio dell’Opera Romana Pellegrinaggi in Piazza San Pietro (piazza Pio XII, 9), sulla destra del colonnato del Bernini dando le spalle alla Basilica e presso S. Giovanni dei Fiorentini (piazza dell’Oro, 1). Orario di apertura: tutti i giorno dalle 9:00 alle 17. Info: Ufficio San Pietro, Tel. +39 06 698961;
  2. presso gli Uffici della Canonica di San Pietro, all’ingresso Petriano, in piazza S. Uffizio. Orario di apertura: tutti i giorni, tranne mercoledì e domenica, dalle 8:30 alle 12:30. Info: sig. Patrizio Menna Valerio, Tel. +39 06 69883731;
  3. presso il servizio di accoglienza dei pellegrini Ad Limina Petri c/o il Centro San Lorenzo di via Pfeiffer 24 in Roma. Orario di apertura: durante l’estate dalle 11:00 alle 17:00 ogni giorno dal lunedì al venerdì. Info:centrosanlorenzo@laity.va, tel. + 39 06 69885332

Nel caso non vi sia stato possibile entrare nello Stato della Città del Vaticano nel giorno del vostro arrivo, potete ricevere il Testimonium per posta, inviando la vostra richiesta al seguente indirizzo:

Fabbrica di San Pietro, 00120 Città del Vaticano.

In allegato devono esserci i seguenti documenti ed informazioni:

  • fotocopia della Carta d’Identità o del Passaporto;

  • fotocopia dei timbri ricevuti durante il pellegrinaggio;

  • indirizzo;

  • data di nascita;

  • luogo di inizio pellegrinaggio;

  • data di partenza e data di arrivo;

  • mezzo utilizzato;

  • motivazione del pellegrinaggio (fede, cultura, altro…);

  • nome dell’organizzazione, se ci fosse, che vi ha sostenuti.

SITI DI INTERESSE

http://www.regione.toscana.it/via-francigena

http://www.viefrancigene.org/it/

https://feisct.wordpress.com/via-francigena/

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