VIA FRANCIGENA TOSCANA: TAPPA 30 DA SAN MINIATO A GAMBASSI TERME

PARTENZA: San Miniato, Convento S. Francesco

ARRIVO: Gambassi Terme, Chiesa Cristo Re

LUNGHEZZA:  23.9 km

CARATTERISTICHE: tappa non particolarmente lunga, ma impegnativa per la mancanza di adeguati punti di ristoro. Pavimentata al 55%, presenta un’elevata ciclabilità.

Da San Miniato, dopo circa un’ora di cammino sull’asfalto, si imbocca un percorso splendido che, costeggiando i dolci rilievi collinari della Val d’Elsa, ci mostra quel che resta di castelli, rocche, ospitali, complessi abbaziali costruiti proprio per accompagnare i pellegrini lungo il cammino sulla Via. I filari delle vigne si estendono per centinaia e centinaia di metri e file di cipressi con le loro punte svettanti ci accompagnano silenziosi. Il cammino è un continuo sali e scendi con un dislivello totale di circa mille metri!

Rifacendosi alle descrizioni di Sigerico, possiamo ritrovare due submansiones: la Pieve romanica dei santi Pietro e Paolo a Coiano, che volge purtroppo in pessime condizioni, e la Pieve di Santa Maria a Chianni, riedificata nel XII secolo e nella cui canonica è stato ricavato un bellissimo ostello.

Da qui arrivare a Gambassi Terme, rinomata per le sue acque, è veramente semplice e breve. Il punto di arrivo è alla Chiesa del Cristo Re, una delle architetture più importanti di questo comune fiorentino: fu costruita in stile neogotico nel 1940, per sostituire in qualche modo la vicina chiesa di San Luca, o degli Agostiniani, demolita nel 1786. Al suo interno possiamo ammirare alcune tele seicentesche di notevole fattura provenienti dall’antica propositura: la Vergine col Bambino in trono tra i Santi Giovanni, Francesco, Matteo e Jacopo, attribuita a Pier Francesco Fiorentino, e la Madonna tra i Santi Giovanni Battista e Girolamo di Biagio di Antonio. Interessante anche il convento degli agostiniani che sorge al suo interno.

Durante il periodo medievale Gambassi ebbe un notevole sviluppo per la produzione vetraria che oggi risulta ben documentata da una mostra permanente: sono esposti circa 3000 reperti archeologici, sia locali che italiani, risalenti al periodo tra il XIII e il XVI secolo, oltre che una cospicua raccolta di ricerche storiche e archeologiche sulla produzione del vetro nella Val d’Elsa.

Proprio all’interno dell’agglomerato urbano, poco distante dal centro storico con i suoi vicoli medievali, sorge Il Parco Benestare che ospita diverse specie di alberi tra cui pini neri, robinie, ippocastani, lecci, cipressi e faggi rossi. In questa meravigliosa location naturale, tra esemplari secolari, si apre il suggestivo complesso termale che sfrutta le proprietà benefiche dell’acqua salsa di Pillo.

Gli unici punti di ristoro e di rifornimento idrico sono a Calenzano e alla Pieve di Coiano dove c’è una fontanella. Esiste anche una trattoria a 500 m dalla Pieve di Coiano, verso Castelnuovo d’Elsa, ma è situata fuori dal percorso ufficiale.

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