La Pania di Corfino, incanto tra gli Appennini e le Apuane

La Pania di Corfino è un massiccio calcareo dell’Alta Garfagnana posto a confine tra gli Appennini e le Apuane che presenta una morfologia ed una ricchezza di flora e fauna veramente singolari. Dalla sua vetta lo sguardo si estende sull’intera catena delle Apuane e su gran parte dell’Appennino tosco-emiliano tra cui spicca il Monte Prado, il più alto della Toscana. Toglie il fiato il panorama che si può godere dagli oltre 1600 metri di altezza là dove caccia l’aquila reale. La Pania di Corfino è il cuore del Parco dell’Orecchiella in una zona che comprende ben tre riserve naturali: la Pania di Corfino, l’Orecchiella e il Lamarossa. Versanti aspri ed inaccessibili cedono il posto ad altri versanti con pendenze più dolci e facilmente percorribili anche da principianti.

La Pania di Corfino dal rifugio IseraIl paesaggio naturale della Pania di Corfino è fortemente influenzato dai particolari tipi di roccia di cui è composto. Ci riferiamo ai calcari grigi, molto importanti per l’abbondante presenza di fossili. Formatisi circa 200 milioni di anni fa, nel periodo Giurassico, devono il loro colore in parte alla presenza di fanghi carbonatici di tonalità grigio scuro, in parte alla presenza di sabbie oolitiche che imprimono il colore biancastro. All’interno degli strati calcarei sono stati trovati, principalmente nella parte superiore, molluschi bivalvi, simili alle ostriche, che riescono a formare dei banchi spessi qualche metro. Questi banchi un tempo venivano scavati per ottenere la Pessatella, pietra utilizzata nell’arte sacra per sculture sacre o acquasantiere.

La posizione geografica della Pania di Corfino è davvero peculiare: uno dei suoi versanti guarda il mare, l’altro i monti. Questo ha generato una flora molto diversificata, in parte tipica degli ambienti di alta quota e atlantici, come i faggi, e in parte tipica del mediterraneo, come ad esempio i lecci. L’orchidea, la peonia, il rododendro e la genziana sono solo alcune delle specie che ornano la Pania e che sono oggi qui protette a causa del precedente intervento dell’uomo che ne aveva messo a serio rischio l’esistenza. Per quanto riguarda la fauna, invece, abbiamo cinghiali, mufloni, caprioli e cervi fra i grandi erbivori, e il lupo appenninico fra i loro naturali predatori. Di eccezionale ricchezza sono le oltre 130 specie di uccelli, fra le quali primeggiano i rapaci, in particolare l’ Aquila reale.

Sentiero CAI 56 per la Pania di CorfinoDal paese di Corfino si può raggiungere la sommità della Pania attraverso i sentieri CAI 56 e 58 che partono uniti per poi dividersi e riunirsi ancora in località Campaiana. Il percorso è abbastanza semplice e mostra prati, castagneti, pascoli e mulattiere nonchè alpeggi in pietra come quello in località Pruno a 1022 metri: le capanne dei pastori sono conservate tutt’oggi con il tetto in paglia di segale, come lo erano tutte nel territorio della Garfagnana dei primi del ‘900.

Una curiosità: grazie alla preziosa opera della Guardia Forestale fin dagli anni ’60 sono state protette e mantenute le coltivazioni di questo tipo di cereale con l’obiettivo di preservare e valorizzare la tradizione rurale. Non solo dunque natura ma anche un tuffo nel recente passato per vedere com’era il paesaggio agricolo e pastorale di quest’angolo di Appennino.

Dalla strada che porta al Parco dell’Orecchiella si può  invece prendere il sentiero che parte dal rifugio Isera, un grande prato di  5000 mq per campeggiare in tenda con annessa una struttura che può ospitare una ventina di posti letto. Il percorso si snoda in leggera salita e raggiunge il meraviglioso orto botanico a 1201 metri di altezza.

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