La leggenda del Gallo Nero, simbolo del Chianti Classico

Apprezzato in tutto il mondo, sempre in cima alle classifiche dei migliori vini, il Chianti Classico DOCG è uno dei fiori all’occhiello della nostra Toscana.

Esso si ottiene con almeno l’80% di uva Sangiovese e con l’aggiunta, eventuale, di altri vitigni a bacca rossa tra i quali spiccano il Canaiolo e il Colorino: questo è quello che recita il Disciplinare, ma non dobbiamo dimenticare di aggiungere tre ingredienti veramente ineguagliabili…: il clima temperato, le dolci altitudini e le singolari caratteristiche del terreno che rendono il Chianti Classico un unicum impossibile da riprodurre.

Tra Firenze e Siena i 7000 ettari di vigneti regalano sapori ed emozioni impareggiabili ai viaggiatori che intendono soffermarsi nel cuore dei paesi di Toscana dove le tradizioni gastronomiche contadine si fondono con i raffinati piatti a base di carne chianina e cinta senese. La strada del Vino e dell’Olio del Chianti Classico, la cui arteria principale è appunto la Chiantigiana, passa attraverso borghi e castelli affascinanti che molto hanno da raccontare…

Marchio storico del Chianti Classico è un gallo nero, simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto da Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, nel cuore di Firenze. La storia racconta che Cosimo I de’ Medici, avendo sconfitto con potenza e strategia ogni rivale, commissionò al Vasari e alla sua squadra di artisti una grandiosa opera che potesse celebrare tutta la propria magnificenza: quello che ne uscì fuori furono 42 riquadri che si dipanano dall’Apoteosi del duca stesso, rappresentato mentre la Gloria in persona lo incorona, e che parlano di Firenze dalla sua leggendaria fondazione ad opera dei Romani fino alle conquiste medicee illustrate tramite grandiose battaglie e allegorie.

Così, fra le armi e le cavalcature, in mezzo a volti stravolti dalla paura e dal dolore, si può osservare un dipinto, l’Allegoria del Chianti appunto, dove sono individuabili tutti i soggetti e i simboli che identificano l’omonimo territorio il quale, ci suggerisce l’autore, dopo essere stato a lungo conteso fra Firenze e Siena, adesso, dopo la definitiva vittoria fiorentina, può tornare ad essere un luogo sereno e fecondo.

In primo piano osserviamo la figura di un vecchio Bacco assorto, il centro dell’intera composizione; alle sue spalle un giovane armato esibisce un grande scudo su cui è effigiato un gallo nero; da due preziosi vasi prendono origine l’Elsa e la Pesa che rendono le terre attraversate fertili e produttive di uva e altri frutti succosi raccolti in un terzo vaso; infine, sullo sfondo e illuminate dalla luce del tramonto che evoca i bagliori di una battaglia, si vedono Castellina, Radda e Brolio, roccaforti simbolo del potere fiorentino dopo la definitiva abdicazione di Siena al Granducato mediceo del 1559.

“Questo, Signore, è il Chianti con il fiume della Pesa e dell’Elsa, con i corni pieni di frutti, e anno a’ piedi un Bacco di età più matura per i vini eccellenti di quel paese; e nel lontano ho ritratto la Castellina, Radda e il Brolio, con le insegne loro; e l’arme nello scudo tenuto da quel giovane, che rappresenta il Chianti, è un Gallo Nero in campo giallo“.

Giorgio Vasari al duca Cosimo I

La storiografia di questo simbolo comprende infine anche una singolare leggenda ambientata nel periodo medievale quando Firenze e Siena erano in aspra competizione fra di loro ed il territorio del Chianti era oggetto continuo di contese per il fatto di essere proprio nel mezzo fra le due repubbliche. Per porre fine una volta per tutte alle asperità, fu scelto un metodo assai singolare: all’alba del giorno stabilito i rispettivi cavalieri di Siena e Firenze, partendo ognuno dal proprio capoluogo, avrebbero stabilito il confine nel luogo d’incontro. La partenza, che sarebbe dovuta avvenire all’alba, sarebbe stato dettata dal canto di un gallo…e qui viene il bello! I senesi scelsero un bel gallo bianco e si assicurarono di rimpinzarlo ben bene pensando così di renderlo più forte per un canto più potente. I fiorentini, invece, scelsero un gallo nero che si premunirono di tenere ben bene rinchiuso in una gabbietta buia per parecchi giorni e, per di più, a digiuno. Il giorno fatidico il gallo fiorentino si svegliò ben prima dell’alba strillando a squarciagola quando ancora il gallo senese se la dormiva. Fu così che il cavaliere fiorentino partì molto prima e riuscì a percorrere parecchi chilometri in più di quello senese che -aimè!- ne percorse solo dodici!Secondo la leggenda il loro incontro avvenne a Fonterutoli. I fiorentini ottennero così quasi tutto il territorio del Chianti molto tempo prima della fine della Repubblica senese!

I corsi e ricorsi della storia hanno però permesso ai senesi una rivincita in tempi moderni: infatti, dei quattro comuni che rientrano interamente nel territorio del Chianti Classico, cioè Castellina, Gaiole, Radda e Greve in Chianti, ben tre fanno attualmente parte della provincia di Siena. Degli altri comuni invece, cioè Poggibonsi (SI), Castelnuovo Berardenga (SI), Tavarnelle in Val di Pesa (FI), San Casciano in Val di Pesa (FI) e Barberino Val d’Elsa (FI), la provincia di Firenze vanta la maggioranza ma non assoluta! Infatti non sono interamente inseriti sotto l’egida del Gallo Nero.

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