Il Ponte del Diavolo: leggenda e ingegno alle porte della Media Valle

Il ponte visto nella sua lunghezzaQuesto straordinario ponte costituisce un unicum nel panorama architettonico medievale in quanto, pur presentando il tradizionale aspetto della schiena d’asino, possiede delle arcate asimmetriche di cui la centrale particolarmente alta ed ampia: una parabola di 18,5 metri che tutt’oggi sembra sfidare le più basilari leggi della fisica. L’opera, sopravvissuta alle innumerevoli piene del fiume, alla furia nazista e al lento, ma inesorabile, scorrere del tempo, travolge gli occhi dei visitatori con la sua maestosità. Incastonato tra le montagne appenniniche e il fiume Serchio, in località Borgo a Mozzano, alle porte della così detta Media Valle, questo gioiello è sicuramente uno dei più preziosi tra quelli dei paesi di Toscana.

Narra la leggenda, almeno una di quelle più note, che il capomastro cui fu affidato il compito di edificare il ponte, si rese ben presto conto che non avrebbe mai potuto consegnare l’opera alla scadenza pattuita: l’impresa infatti si era rivelata assai ardua a causa delle continue ed impetuose piene del fiume che avevano rallentato i lavori ed avevano costretto a ricominciare tutto daccapo più di una volta.

Il capomastro era sprofondato nell’angoscia per la paura di ciò a cui sarebbe andato incontro a causa del fallimento: derisione e vergogna a vita. Sedeva dunque una sera sulle sponde del Serchio in preda alla disperazione quando gli apparve il Diavolo in persona pronto ad offrirgli, come tradizione vuole, un patto: lui stesso avrebbe completato la costruzione e, in cambio, pretendeva l’anima di colui che avesse attraversato il ponte per primo. L’uomo acconsentì. In una sola notte il Diavolo sollevò la grande arcata centrale con la sua forca terminando l’opera. Il poveretto però, fu tosto preso dal rimorso e si affrettò a confidare le sue pene al Parroco del paese che gli consigliò di rispettare il patto ma con una accortezza…

Il giorno previsto per l’inaugurazione dunque, il capomastro prima impedì l’accesso alla folla festante e curiosa poi, gettata una mela lungo il ponte, fece in modo che a passare per primo fosse un maiale, attirato dal prelibato frutto. Altre leggende parlano di un pezzo di focaccia e di un cane, fatto sta che, ingannato e beffato, il Diavolo si buttò giù dal ponte nelle acque del Serchio senza più farsi vedere.

Il ponte fu fonte di ispirazione anche per altre storie ugualmente fantastiche ma certamente meno misteriose. Ci riferiamo ad alcune novelle di Giovanni Sercambi in cui viene nominato come Ponte di Chifenti: scritte in un colorito vernacolo lucchese e influenzate in parte dal Decameron di Boccaccio, esse risalgono al XIV secolo.

Storicamente sembra che il ponte sia stato voluto dalla contessa Matilde di Canossa nell’ XI secolo per raggiungere la città di Lucca e da qui immettersi nella Via Francigena. A quel tempo infatti, la Garfagnana e l’intera valle del fiume Serchio rappresentavano una via di passaggio per gli scambi commerciali che attraversavano l’Italia diretti o provenienti dal nord Europa. Non ci sono documenti che ne attestino con precisione l’anno di costruzione ma, quel che è certo, è che già in epoca romana quella zona fosse una delle poche in cui era possibile attraversare il fiume.

Il ponte fu interessato da alcuni lavori di rifacimento nel XII secolo ad opera di Castruccio Castracani che lo chiamò Ponte di Chifenti. Il nome deriva dall’omonimo paese situato lungo la strada statale 12, circa un chilometro più avanti. La posizione, alla confluenza del fiume Serchio con il torrente Lima, fece assumere a questo borgo il nome di “Confluenti”, divenuto poi Chifenti.

Nel XVI secolo l’opera assunse il nome di ponte della Maddalena per l’oratorio ai suoi piedi dedicato all’omonima santa e posto sulla sponda destra, guardando i monti. L’opera, pregevole, attribuita ai Della Robbia, si trova attualmente nel paese di Borgo a Mozzano all’interno della chiesa di San Iacopo.

Nel 1670 il Consiglio generale della Repubblica di Lucca proibì con decreto di passarvi sopra con ceppi e macine di mulino per preservarne l’integrità. Questo testimonia quanto fosse ritenuto importante e prezioso.

Il ponte è stato più volte minacciato seriamente da eventi fisici e storici: nel 1836 subì gravi danni per una piena. Durante la seconda guerra mondiale fu minato dai nazisti che si apprestavano ad abbandonare le fortificazioni della linea Gotica costruite su tutto il territorio circostante, ma fortunatamente la sua distruzione non fu attuata: probabilmente non risultando idoneo, per la sua conformazione, al transito dei mezzi militari fu ritenuto inutile e dunque graziato.

In tempi recenti l’aspetto originario del ponte è stato, purtroppo, sensibilmente modificato. Anzitutto è stato creato un nuovo arco sulla parte sinistra (guardando i monti) per permettere il passaggio della linea ferroviaria Lucca-Aulla che attraversa la Lunigiana e la Garfagnana congiungendosi poi alla linea pontremolese nelle terre di confine che separano la Toscana dalla Liguria. Inoltre la costruzione negli anni cinquanta della diga artificiale, poche centinaia di metri più a valle, ha tolto parte dello slancio che, sopratutto l’arcata maggiore, gli conferisce. Ciononostante, vi assicuriamo che questa è una tappa obbligata per chi percorre la Garfagnana! Assolutamente da non perdere il panorama straordinario che si gode dall’alto: sospesi nel mezzo del Serchio a 20 metri d’altezza con le montagne intorno, l’acqua lenta sotto di noi e, magari, un po’ di brezza che ci accarezza, la sensazione è quella di essere in partenza verso un viaggio suggestivo e indimenticabile.

Per assaporare al meglio quest’incredibile opera d’ingegno, vi consigliamo di utilizzare la strada SS 12 dell’Abetone e del Brennero. Da quella parte, ai piedi del ponte, si trovano un comodissimo parcheggio e un pratico punto informazioni. La prospettiva è ottima per le foto e si può agilmente salire e percorrere il ponte fino al lato opposto. Dirimpetto c’è l’Osteria dl Diavolo, un locale che vi farà assaporare i piatti tipici della Garfagnana dove poter sostare per una cena e godere del panorama anche con i suggestivi giochi di luce della luna e delle stelle riflessi nelle acque del Serchio.

Se inoltre siete amanti dei ponti, non potete saltare, trovandovi da quelle parti, un’altra tappa interessante: il Ponte delle Catene. Costruito nell’ 800 sul vicino torrente Lima per collegare i paesi di Chifenti e Fornoli è di ben altro genere e, se siete curiosi, non vi resta che leggere l’articolo correlato.

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